Finalmente sono riuscita a scrivere questo articolo su cosa vedere in Calabria Ionica e Tirrenica, con tante gallery e un video finale sul nostro viaggio per lasciare spazio alle emozioni.

Se state cercando un viaggio diverso dal solito, che combini mare e montagna, spiagge incontaminate e acque cristalline, città ricche di storia e borghi fantasma, questa è la meta giusta per voi. 

Cosa visitare in Calabria Ionica e Tirrenica

1. Bova Marina e il Profondo Sud

 

Questo è il piccolo paesino di mare in cui è cresciuta la mamma di Daniele prima di trasferirsi ad Anzio e poi, per amore, a Bologna. E proprio quella casa d’infanzia, piena di ricordi, ci ha ospitati per quasi due settimane.

Bova Marina è il profondo Sud, dove il tempo scorre lento e il viaggio è autentico. Si trova tra l’Aspromonte e la profumata costa dei Gelsomini, ad un passo dalla Sicilia, da cui si può intravedere la vetta dell’Etna.

Siamo nel bel mezzo dell’area grecanica e quando arriviamo ci sentiamo trasportati indietro nel tempo: i cartelli sono ancora in lingua greca! 

Sulla cima del promontorio di San Pasquale, dedicato dai greci ad Ercole, si trovano i monumenti simbolo della storia di Bova Marina

una torre cavallara del Cinquecento, una chiesetta settecentesca e una massiccia statua in bronzo della Madonna del Mare, di cui la zia di Daniele è stata la madrina, quando venne portata qui in elicottero nel 1962. 

A Bova Marina si coltiva il vitigno Greco, tra i più antichi d’Italia, e molti piatti e liquori rimandano alla tradizione ellenica, come il Kephas, liquore fatto con alloro, finocchietto selvatico e liquirizia. 

Se volete degustare quello autentico, vi consiglio di trascorrere una serata nel ristorante in cui il Kephas è stato creato, Petru i ‘Ntoni, nel cuore della Calabria Greca.  

Qui un antipasto vi sazierà per tre giorni e potrete assaggiare davvero tutti i piatti della cucina calabrese!

In Calabria, terra di mare e di montagna, la tradizione gastronomica è fatta di sensazioni forti: 

il protagonista indiscusso è il peperoncino, seguito da salumi come soppressata e ‘nduja, la famosa salsiccia piccante calabrese; formaggi freschi e stagionati, come il pecorino e il cacioricotta; bruschette al pomodoro, olio extravergine di oliva e cipolla di Tropea. 

Il nostro primo approccio alla cucina calabrese è stato al ristorante Notting Hill, che ci ha conquistati subito con i suoi taglieri e l’irresistibile gnocco fritto, ed è diventato tappa fissa per le nostre cene di fine giornata.

A Bova Marina la gente ha quell’ospitalità dal sapore greco e le sue spiagge attirano chi vuole fuggire dal caos dei circuiti turistici di massa; 

chi cerca ancora il rumore del mare al posto di quello delle casse a tutto volume in spiaggia; 

chi ama i contrasti naturali, in cui le montagne fanno da cornice ad un mare limpido e cristallino;

chi sa guardare con occhi diversi, senza giudicare, ma imparando a cogliere i valori nascosti di chi ci accoglie a casa sua senza chiederci nulla, se non un semplice sorriso. 

2. Bova Superiore: Grecia o Calabria?

In Calabria ionica a tanti paesi di mare corrispondono altrettanti borghi che li osservano dall’alto, come guardiani silenziosi. 

E proprio sopra le nostre teste, mentre facevamo il bagno a Bova Marina, se alzavamo gli occhi sulla cima della montagna alle nostre spalle, scorgevamo le casette arroccate di Bova Superiore. Assolutamente da inserire tra le cose da vedere in Calabria!

Questo è stato il borgo che abbiamo amato di più e, non a caso, fa parte anche dei 100 borghi più belli d’Italia, oltre ad essere capoluogo della Grecia di Calabria. Sembra incredibile, ma qui alcuni abitanti parlano ancora il griko, un curioso dialetto calabro-ellenico.

Se avete abbastanza fiato, raggiungete il Castello Normanno, che domina dall’alto l’intera vallata, regalando una visuale che vale la fatica della salita. 

Diverse leggende sono legate a questo castello, tra cui quella dell’Orma della Regina, secondo cui su un macigno sarebbe rimasta impressa l’orma della regina e, se il piede di una fanciulla avesse combaciato perfettamente con il suo, la roccia si sarebbe aperta rivelando un prezioso tesoro. 

Vi consiglio di fare una degustazione dei prodotti tipici della tradizione agro-pastorale al Borgo Mafrica Marcello, dove abbiamo assaggiato i famosi maccarunni fatti in casa al sugo di capra e la lestopitta, una gustosa frittella di farina e acqua, cotta nell’olio e mangiata calda.

Daniele è stato a Bova solo una volta, quando era molto piccolo, e l’unico ricordo che ha conservato è una vecchia fotografia a fianco di un’imponente locomotiva a vapore, posta al centro della piazza principale. 

Rivederla di nuovo, dopo quasi 30 anni, fa un certo effetto, ma in un attimo il treno dell’infanzia ha già ripreso la sua corsa e in lontananza mi sembra di sentire la risata di un bambino e di una bambina, che amavano i treni. 

3. Reggio Calabria: la città con il più bel chilometro d’Italia

 

Prima tappa del nostro viaggio calabrese: Reggio Calabria. Devo dire che questa città mi ha davvero stupita e non credevo mi avrebbe fatta innamorare tanto velocemente, ma facciamo un salto indietro.

La nostra giornata è iniziata con la visita al Museo Archeologico Nazionale, che ospita alcuni tra i più famosi reperti archeologici della Magna Grecia in Italia. Reggio Calabria, infatti, è la più antica colonia greca dell’area calabrese!

Una volta entrati nel museo, siamo stati guidati in un percorso su quattro livelli che ripercorreva i passi della storia dall’era paleolitica a quella moderna. 

I protagonisti indiscussi del museo però sono senza dubbio i celebri Bronzi di Riace, guerrieri del V secolo a.C. ritrovati il 16 agosto del 1972 nelle acque antistanti la spiaggia di Riace. 

Queste statue, dai muscoli scolpiti, raffigurano l’ideale di perfezione del corpo umano e lasciano letteralmente a bocca aperta!

Dopo tanta cultura ci è venuta una discreta fame e ci siamo concessi un pranzo al Ristorante La Tavernetta. Posso dire con tutta onestà che mai scelta fu più azzeccata!

Piatti della tradizione calabrese a dir poco buonissimi (non fatevi scappare la fagiolata e la ‘nduja di maialino nero), personale davvero gentile e ottimo rapporto qualità prezzo. Siamo usciti rotolando!

Nel pomeriggio ci siamo dedicati ad un giro tra i negozi della vivace e lunghissima via di Corso Garibaldi, che ci ha portati davanti all’imponente Duomo di Reggio Calabria, l’edificio sacro più grande di tutta la regione. La visita è gratuita e consigliatissima!

E, per finire in bellezza la giornata, abbiamo lasciato la famosa passeggiata sul lungomare Falcomatà per l’ora del tramonto. E devo dire che il titolo di “chilometro più bello d’Italia”, datogli da D’Annunzio, è veramente meritato a pieni voti.

Qui potete assistere al miraggio della Fata Morgana: questo effetto ottico fa sembrare la Sicilia, riflessa sul mare, talmente vicina da poterla toccare. 

La magia viene poi completata da un tramonto mozzafiato, come solo la costa tirrenica può regalare, che tinge il cielo e il mare di un rosso fuoco incredibile.

Infine una sosta obbligata, camminando sul lungomare, è l’Arena dello Stretto, un anfiteatro moderno che si ispira alla tradizione magnogreca con una statua in bronzo al centro, che raffigura la dea Atena, combattente e guardiana della città. 

Ah già… non dimenticate di assaggiare il buonissimo gelato di Cesare prima di ripartire, un piccolo ma rinomato chiosco, i cui gelati artigianali sono entrati nella classifica dei migliori d’Italia!

 

4. Pentedattilo: il borgo arroccato sulla mano di un ciclope

 

La seconda tappa del nostro viaggio nel profondo sud calabrese è stata Pentedattilo.

Ci avevano detto di non fermarci solo al mare di questa regione, ma di inserire tra le cose da visitare in Calabria anche i suoi borghi senza tempo e così siamo finiti in questo surreale borgo fantasma.

Vi consiglio assolutamente di inserirlo nella vostra lista di cose da vedere in Calabria ionica!

Pentedattilo si trova su una rupe gigantesca, dalla forma simile ad una mano ciclopica, con le sue cinque dita protese verso il cielo. 

Leggende di fantasmi e stragi passionali fanno da cornice a questo luogo fuori dal tempo e fanno venire la pelle d’oca.

Il borgo è disabitato dai primi anni sessanta (anzi, in realtà ci vive un solo abitante!) a causa di terremoti e alluvioni, ma alcune casette sono state trasformate in botteghe di artigiani e artisti.

In una di queste abbiamo assaggiato il Bergotto (bibita gassata al sapore di Bergamotto) o comprare souvenir fatti a mano.

Per i più coraggiosi è possibile dormire in alcune casette in pietra, circondate dai fichi d’india che caratterizzano queste zone.

Noi non siamo arrivati a tanto, ma quello che abbiamo visto rimarrà per sempre scolpito nei nostri ricordi. 

5. Roghudi Vecchio: a caccia di fantasmi (solo per i più coraggiosi)

 

Dicono che un viaggio non sia un vero viaggio senza almeno un’avventura folle da raccontare. 

Potrei dire ad occhi chiusi (ovvero come abbiamo fatto circa l’intero viaggio) che il borgo di Roghudi Vecchio è stato per noi quell’avventura. 

Ne avevo sentito parlare come uno dei borghi fantasma più impressionanti della Calabria e ho convinto così i miei compagni di viaggio ad andarlo a visitare. Credo di dovergli ancora una bevuta per questa insana idea. 

Ci siamo trovati così nel bel mezzo dell’Aspromonte, a percorrere strade a picco su ripide montagne con alcuni tratti praticamente a corsia unica e senza guardrail. 

Per fortuna abbiamo incontrato sulla nostra strada solo qualche mucca che, educatamente, si è fatta da parte. Telefoni fuori uso, acqua finita, caldo infernale. 

A mezza strada, immersi nel nulla, ci siamo fermati a vedere due curiose attrazioni della zona: la Rocca del Drako e le Caldaie del Latte. 

La prima è uno strano ed enorme monolite di epoca preistorica, in perfetto equilibrio su un piedistallo di roccia, con due cerchi incisi che sembrano occhi. 

La mitologia narra che sotto questa roccia viveva un drago, custode di un tesoro inestimabile, donato solo a chi avesse sacrificato un neonato, un capretto ed un gatto nero.

Le Caldaie del Latte invece sono sette rocce sferiche, molto simili alla forma delle pentole in cui si bolliva il latte, e la leggenda narra che servissero come nutrimento del drago.

Ci rimettiamo in macchina e, dopo un’ora lunga una vita, finalmente, arriviamo al borgo fantasma, arroccato su uno sperone di roccia che sembrava franare da un momento all’altro. 

Il paese fu abbandonato negli anni settanta, dopo due grosse alluvioni, e passeggiando tra le sue viuzze, si ha l’inquietante impressione che la fuga sia stata precipitosa. 

Una scarpa persa tra le macerie, bottiglie di passate al pomodoro, imposte che sbattono, cassetti aperti a metà, catene che venivano fissate alle caviglie dei bambini quando giocavano a pallone, così non rischiavano di cadere giù per la rupe.

Pezzi di vita sospesi nel tempo e avvolti in un silenzio surreale.

Ancora adesso, riguardando le foto, sento un brivido salirmi su per la schiena. Direi che per un po’ ad avventure folli siamo a posto… 

6. Gerace: un borgo medievale che ti riporta indietro nel tempo 

 

Uno dei gioielli più preziosi della Calabria: lo storico borgo medievale di Gerace si trova a circa 500 mt d’altezza, all’interno del parco nazionale dell’Aspromonte. 

Il suo patrimonio storico è fatto di vicoli sinuosi, botteghe d’altri tempi, piazzette pittoresche, palazzi storici e chiese monumentali. 

Il cuore della cittadina è la Cattedrale normanno calabrese, oltre ad essere uno degli edifici religiosi più grandi della regione. 

Il Castello normanno invece domina severo su tutto il territorio circostante e dalla sua piazzetta si può ammirare una vista mozzafiato sulla valle, prima di andare a cena in una delle tante buonissime trattorie del posto. 

Se chiudo gli occhi sento ancora il sapore del Bergamotto, il liquore noto come “l’oro verde di Calabria” (quanto ne abbiamo bevuto!) e mi lascio avvolgere in un frammento di nostalgia…

7. Chianalea di Scilla: il borgo dei pescatori

 

Dai borghi di montagna a quelli di mare, in Calabria è un attimo.

Tra le cose da vedere in Calabria, una menzione d’onore va a Chianalea: un vero e proprio borgo di pescatori in cui, al posto che sul giardino, le persone si affacciano direttamente sul mare e le mogli salutano i mariti che vanno a pesca con le loro barche. 

La particolarità di questo borgo, che lo rende tanto amato dai turisti, è la romantica possibilità di cenare sull’acqua, assaggiando un buon piatto a base di pesce spada, tipico di queste zone. 

Verso sera i pescatori ormeggiano le loro barche e si preparano per la cena, le luci delle case affacciate sul mare iniziano ad accendersi e il sole, lentamente, va a dormire, tingendo il cielo dei suoi colori.

Mi riempio gli occhi di tutta quella bellezza e custodisco gelosamente le fotografie più belle nel mio cuore.

Click. 

8. Le spiagge e i tramonti più belli della Calabria

 

Per quanto io ami i borghi (non si era capito, vero?!), non posso tralasciare una parte importante (e meravigliosa) della Calabria: il mare e le sue spiagge.

Noi ci siamo spostati soprattutto lungo la costa ionica, dove abbiamo scoperto spiagge dalla bellezza naturale e autentica, lontane dal caos turistico.

Sulla costa tirrenica, invece, abbiamo fatto tappa nelle ultime due spiagge e ci siamo innamorati subito dei suoi tramonti. 

Ecco un breve riassunto i tutte le spiagge che abbiamo visto in Calabria:

 

  • Bova Marina: località nota per le migliori spiagge libere della zona, con mare limpido e cristallino, di una trasparenza straordinaria grazie ai fondali ghiaiosi. Consiglio in particolare la spiaggia di Rocca del Capo… acqua da bere!
  • Palizzi: questa zona è famosa per i suoi calanchi abbaglianti, che sovrastano il mare limpido e pieno di pesci. Assolutamente da assaggiare il buonissimo vino di Palizzi! 
  • Brancaleone: definita come “la spiaggia delle tartarughe” perché proprio qui vengono a deporre le uova ed è possibile visitare il centro di recupero per le tartarughe ferite o ammalate, salvate e rimesse in libertà dai bravissimi volontari dell’associazione.
  • Bianco e la Scogliera di Capo Bruzzano: luoghi molto amati per gli immensi panorami a picco sul mare, circondati dalla scogliera rocciosa, dove abbiamo fatto snorkeling in un’acqua davvero cristallina. Famosissimo il Greco di Bianco, considerato uno dei più pregiati vini italiani da dessert!
  • Locri: il lungomare più esteso della zona. Chilometri e chilometri di spiagge ampie e soleggiate, perfette per chi non sopporta stare sotto l’ombrellone (come me) e deve poter passeggiare sul lungomare… 
  • Roccella Ionica: una delle spiagge più amate della costa ionica per la purezza del suo mare pulito e incontaminato, che le è valso la bandiera blu da ormai molti anni. 
  • Tropea: spiagge attrezzate, sabbia bianca e fine, mare di un acceso color turchese. Sicuramente molto più turistiche delle spiagge sulla costa ionica e quindi molto più affollate. Il sole si tuffa nel mar Tirreno a fine giornata e i tramonti sono uno spettacolo. 
  • Palmi: dicono che proprio qui sia stata partorita l’espressione “La Calabria è una montagna che fa il bagno” e che il tramonto sul Monte Sant’Elia sia il tramonto più suggestivo della regione… di sicuro lo è stato del nostro viaggio. 

Calabria: un video vale più di mille parole

 

Come ormai sapete amo molto la fotografia, ma rivivere le emozioni attraverso un video è tutta un’altra cosa. 

Vi lascio quindi così, con tutto il meglio del nostro viaggio in Calabria… in meno di 5 minuti!

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