Lui non era uno dalle tante parole, ma lei aveva imparato a dubitare delle persone fatte solo di promesse e fumo. 

Lei era un treno che viaggiava veloce con la fantasia, senza fermarsi in nessuna stazione, ma lui aveva imparato a lasciarsi trasportare dal suo entusiasmo, che gli riempiva la vita di allegria e buonumore. 

Lui non le diceva “ti amo” ogni giorno, ma ogni giorno trovava un modo per farla ridere.

Lei lo incoraggiava a rincorrere i suoi sogni e quando lo guardava era orgogliosa dell’uomo che era diventato.

Lui era una coperta avvolgente, che la sollevava da ogni preoccupazione: sapeva custodire le sue debolezze e fare risplendere le sue qualità.

Lei non aveva paura di affrontare le sfide della vita con lui perché sapeva che insieme, mano nella mano, potevano superare qualunque uragano.

Forse li avrete visti parlare e ridere per ore, da soli, al tavolo di un’osteria, e li avrete scambiati per una coppia innamorata, alla sua prima uscita.

Non amavano definirsi fidanzati, compagni, marito o moglie. 

Erano complici.

E quello, per loro, era il più raro dei legami.

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