Perdite e conquiste

 

Ore 21.55 del 18/08/2014

Stamattina abbiamo lavorato alla cappella della CEVB 5, trasportando innumerevoli carriole di sabbia, senza nessuno che ci aiutasse. Addirittura un ragazzo ci prendeva in giro e ci faceva segno di continuare a spingere e spalare sabbia!

Alla fine eravamo tutti piuttosto stanchi e nervosi: è incredibile come alcune persone si siano rassegnate a vivere così, o non abbiano mai visto nulla di meglio, e abbiano dimenticato per cosa lottare.

La sera siamo andati ad un cenacolo di preghiera, in cui ci hanno offerto anche della birra! Mi piace questa rivisitazione del momento di preghiera… 

Tornati ai nostri dormitori abbiamo ideato tutti insieme una canzone spettacolare sulle note di “Farò di te un uomo” di Mulan, ma che parla del nostro viaggio. La trascrivo qui, anche se cantata rende molto di più:

Se cercate un viaggio,

noi ve lo darem!

In Congo noi andiamo,

chi vivrà… vedrà!

E anche se son 21 giorni,

nella botte sputerem…

con la turca intasata, convivrem!

Dov’è la foresta?

Noi non la vediam!

Solo sabbia e nebbia

noi respirerem!

Ragni, gechi e scarafaggi

combatteremo sempre più…

con l’accetta e lo spray vincerem!

E sarai muindu come un africano,

e sarai un uomo vero come Mariano,

e sarai contento come Patrck al mattino…

quel mundele sarai che adesso non sei tu!

Davvero non ne posso più:

io non prendo più la Doxi…

Ah ma che schifo, il serprente no!

Così ci distruggerà…

speriamo non ci sia il riso…

la manioca non la mangeremo mai!

E sarai indegna come Marie Terese,

e sarai moconzi come Lazare e Pier,

e sarai un tuttofare come Alexis…

quel bandeco sarai che adesso non sei tu!

Manca poco tempo, la malaria è qui!

Sopravviverete, spero ma non so…

io l’ho già avuta, ma se volete

tutti i test possiamo far…

si vedrà, lo sfighè, che ce l’ha!

E potrai avere la fotta come un bonobo,

e sarai contento per il vestito nuovo, 

lascerai il tuo cuore ai bimbi in orfanotrofio… 

se boboto dirai, bandeco tu sarai!

E avrai un sorriso come quello dei bimbi,

e sarai accogliente come mama e papa, 

e sarai più ricco di quanto eri prima…

dopo il viaggio sarai diverso anche tu!

Confidenze notturne

 

Ore 23.05 del 19.08.2014

 

Giornata ambivalente.

Stamattina mi sono svegliata di cattivo umore: avevo dormito male ed ero stanca di tutto. 

A lavorare la situazione non è migliorata: sempre più carriole di sabbia da spingere su e giù sotto il sole e sempre meno persone ad aiutarci. 

Abbiamo poi imparato che questo accadeva anche perché le persone non venivano pagate e dovevano dedicarsi ad attività che potessero aiutarle a mantenere la famiglia, mentre i giovani sembrava non avessero intenzione di affaticarsi tanto. I bambini, ovviamente, erano sempre con noi.

Siamo tornati al villaggio stanchi morti.

Nel pomeriggio la giornata si è risollevata perché le “mamas” ci hanno cucinato l’antilope per pranzo e siamo andati da Marie Terese a provare gli abiti africani che stanno cucendo per noi. Meravigliosi! Non vedo l’ora di vedere le facce di chi ci vedrà scendere così dall’aereo… 

La sera abbiamo fatto le solite partite a pinnacolo, bevuto birra e cenato tutti assieme. Dopo i vespri ci siamo messi in giardino a chiacchierare fino ad adesso, che qui è tardissimo!

È stata una serata di risate, confidenze e rivelazioni. Queste chiacchierate a lume di candela, sperduti nella silenziosa notte africana, so già che mi mancheranno…

 

Mancanze

Ore 11.00 del 20.08.2014

Abbiamo appena finito la messa tra di noi celebrata da Mariano. Ad un certo punto ci ha chiesto di pregare per tutti i nostri defunti e di dire il loro nome a voce alta, ma io avevo un groppo in gola.  

È da un anno che non pronuncio il suo nome, fa ancora troppo male. Non sono riuscita a dirlo. Durante il momento della pace tutti mi hanno stretta forte e mi hanno sorriso.

Per ora vince il dolore, 1 a 0, ma un giorno spero di riuscire anche io a dire il suo nome con un sorriso, come ha fatto qualcuno oggi… 

Ore 20.00

Dopo pranzo ho chiamato Daniele e sarei stata al telefono per ore! Mi manca, così come la mia famiglia, e non vedo l’ora di scendere da quell’aereo per riabbracciarli…

Nel pomeriggio io e Sara abbiamo fatto una passeggiata da sole per Bibwa, con i bambini che ci seguivano ovunque, ma improvvisamente siamo state insultate da un signore che voleva dei soldi per rimborsarlo moralmente delle fotografie che ci ha visto scattare con i bambini.

Era molto aggressivo e i bambini, preoccupati per noi, ci tiravano per i vestiti perché volevano che tornassimo indietro… non ce lo siamo fatte ripetere due volte. 

La gioia di dare

 

Ore 21.06 del 21.08.2014

 

Sono a pezzi. Ormai è da giorni che ho un dolore lancinante all’anca destra, temo sia dovuto al mio letto in ferro battuto, che è tutto tranne che comodo, e alle carriole di sabbia.

Stamattina siamo andati alla CEVB 5 e diverse persone avevano preso dei permessi da lavoro per aiutarci a trasportare la sabbia. Un piccolo passo verso il cambiamento.

Nel pomeriggio siamo tornati all’orfanotrofio Orphelinat EEV Eden per portare altre maglie e rallegrare un po’ i bambini e i ragazzi. Questo ricordo sereno ha sostituito quello cupo e angosciante dell’altra volta. 

Il loro entusiasmo per i nostri balli e i nostri bounce ci ha riempiti di gioia. I bambini e i ragazzi, ormai in confidenza con noi, facevano a gara per attirare la nostra attenzione. 

Una ragazza mi ha regalato un suo braccialetto fatto con gli scooby doo che a mia volta le avevo regalato la volta prima: lei ha fatto un regalo a me. Questo gesto mi ha completamente spiazzata e ho voluto subito contraccambiare regalandole il mio braccialetto con il ciondolo dell’elefante.

Quello scambio ha sancito una sorta di amicizia e per tutto il resto del tempo mi è rimasta accanto, con la sua mano intrecciata alla mia. A volte basta davvero poco per entrare nel cuore di qualcuno.

Quando è arrivato il momento di tornare, tutti ci hanno salutato con grandi sorrisi. Siamo saliti sulla jeep pieni di gioia per aver contribuito, nel nostro piccolo, a regalare una giornata allegra a quei volti, che inizialmente ci erano apparsi così inconsolabili.

In particolare mi è rimasto impresso il saluto di Mama Esther che, con gli occhi umidi per l’emozione ci ha detto in francese: “Grazie. Siete angeli di Dio, siate benedetti. Buon viaggio!”

La sua gratitudine e il suo amore per quei bambini trapelava dagli occhi commossi; gli occhi di chi ha visto cose che non possiamo nemmeno immaginare.

Nonostante la stanchezza vado a letto con tanti scooby doo alle braccia e un enorme, gigantesco sorriso sul cuore.

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